Donazioni di sangue: quanto siamo solidali?

I nuovi dati emersi in occasione della giornata mondiale del sangue, che si è tenuta il 14 giugno scorso, sono finalmente positivi dopo anni di calo e indicano un aumento del 0,2% in più rispetto gli anni precedenti. Nel 2018 sono stati 1,6 milioni i donatori di sangue, di cui la maggior parte costituita da volontari iscritti alle associazioni e dove si registra un numero nettamente maggiore di persone adulte rispetto i giovani. La situazione quindi è in netto miglioramento, anche per quanto riguarda l’efficienza del servizio italiano, ma non ancora sufficiente a sopperire alla richiesta di sangue per trasfusioni, soprattutto nel periodo estivo in cui si registra un forte calo delle donazioni.

 

Carenza di giovani tra i donatori

Sarà forse per l’età, la paura o la poca informazione, ma i giovani non sembrano essere così propensi alla donazione di sangue; questo almeno è quanto è emerso dai dati statistici raccolti durante l’anno dal Centro Nazionale Sangue. I donatori principali infatti, sono rappresentati dagli iscritti ai centri volontari e rientrano per il 29% in una fascia d’età compresa tra i 46 e i 55 anni; il 25% rientra tra i 36 e i 45 anni e la fascia tra i 18 e i 25 rientra solo nel 12%.

Nonostante quindi la situazione delle donazioni di sangue in Italia sia in netto miglioramento, sia da un punto di vista dei numeri totali, sia in qualità di servizio ed efficienza, c’è un notevole squilibrio tra la tipologia di donatori stessi. I giovani sembrano non abbracciare questa realtà, sicuramente per poca informazione e presa di coscienza, ma l’obiettivo futuro è proprio quello di coinvolgerli il più possibile per riuscire a sopperire totalmente alla richiesta di sangue, magari introducendo l’educazione sanitaria direttamente nelle scuole. Capita ancora inoltre che alcuni centri debbano richiedere unità di sangue ad altre strutture più fornite in quanto le scorte non sono sufficienti, e questo accade soprattutto nel periodo estivo, un periodo che vede una netta diminuzione di donazioni.  In ogni caso ogni regione, secondo i dati del 2018, ha rispettato i numeri previsti dal programma, e ad oggi le regioni italiane che donano di più vedono in testa le Marche, il Friuli Venezia Giulia seguita dalla provincia di Trento e dalla Sardegna, mentre Campania, Lazio e Calabria sono ancora distanti dal raggiungimento degli obiettivi prefissati. Per quanto riguarda poi la raccolta del plasma, siamo riusciti a garantire più del 70% del fabbisogno dei pazienti italiani, a dimostrare che il nostro sistema, che rispetto ad altri paesi come Usa e Germania è totalmente volontario e non retribuito, funziona sempre di più.

 

Sempre meno professionisti del settore in Italia

Quindi il sistema Italiano sembra funzionare, e anche la comunicazione e l’interscambio di sangue tra regioni riesce a coprire quei centri, o quelle zone in cui vi è carenza di unità. Un altro problema tuttavia è rappresentato dalla forte diminuzione di personale specializzato in questo settore, e le previsioni future non sono di incoraggiamento. Se si pensa infatti ai numerosi pensionamenti e all’assenza di nuovo personale specializzato e competente nei servizi trasfusionali: il timore è quello di dover necessariamente chiudere numerosi centri, soprattutto quelli nelle realtà più piccole. A fronte di ciò quindi è necessario prendere provvedimenti per mantenere la massima efficienza, attraverso l’aumento di borse di studio in Ematologia e Patologia clinica per formare nuovi professionisti, e contemporaneamente aumentare l’informazione tra i giovani per avere più donatori e non trovarsi in situazioni di carenza di unità.

L’AVIS di Terni nasce nel 1952 grazie all’impegno di alcuni cittadini che caparbiamente decisero che era necessario superare i sentimenti di paura ed indifferenza che impedivano a molte persone di compiere un gesto semplicissimo e per niente dispendioso come quello di donare il sangue. Oggi l’AVIS è una realtà importantissima per l’intero territorio ternano, e se stai pensando di diventare donatore, siamo a completa disposizione per aiutarti ad intraprendere questo percorso e sciogliere ogni tuo dubbio. Venite a trovarci in Via Lodovico Aminale 30 – Terni; o contattateci al numero 0744.400118 o tramite email all’indirizzo avisterni@avisumbria.it per ricevere maggiori informazioni.

Statistiche donazioni del sangue in Italia